A fine giugno ha preso il via il primo campus solidale estivo della Fondazione Francesca Rava. Un gruppo di giovani volontari è partito per la Casa NPH in Repubblica Dominicana, pronto a vivere un’esperienza di condivisione, servizio e incontro.
Accompagnati dalle tutor della Fondazione – Chiara e Carlotta – i partecipanti stanno scoprendo da vicino la realtà di NPH e il valore delle relazioni che la rendono speciale. Le mattinate sono dedicate alla costruzione di una abitazione destinata a un ex-pequeño – i bambini che crescono all’interno della Casa NPH – mentre i pomeriggi trascorrono insieme ai bambini e ai ragazzi accolti nella Casa. Attraverso giochi, attività e momenti di vita quotidiana, nasce giorno dopo giorno un legame fatto di affetto, ascolto e fiducia reciproca.
Nelle prossime settimane, i volontari avranno inoltre l’opportunità di visitare le comunità sostenute dai programmi NPH al di fuori della Casa e di accompagnare i bambini durante alcune uscite pensate appositamente per loro, arricchendo ulteriormente un’esperienza che lascia il segno in chi la vive.
Ecco il loro diario di bordo:
19 giugno
Oggi abbiamo vissuto una giornata davvero speciale. Appena svegli abbiamo fatto il tour della Casa NPH, visitando le diverse strutture che ne fanno parte: le case in cui vivono i bambini accuditi da tìas e tìos, la clinica, la cucina, Casa San Marcos (che accoglie bambini e ragazzi con disabilità fisiche e mentali), i campi da basket e da calcio, le scuole, la chiesa e i talleres dove si imparano dei mestieri.
La cosa che più ci ha colpite è stata vedere i ragazzi, subito dopo il giro, buttarsi nel gioco con i pequeños, senza bisogno di alcun invito o incoraggiamento da parte nostra. Per Carlotta e me è stata un’emozione autentica osservare i primi legami nascere in modo così spontaneo.
Particolarmente emozionante è stato assistere all’incontro tra i ragazzi che erano già venuti negli anni scorsi e i pequeños. In modo speciale, vedere chi tra loro è padrino o madrina correre incontro ai propri bambini adottati, ci ha profondamente commosse.
In quegli abbracci sinceri e pieni di affetto, io e Carlotta ritroviamo ogni volta l’energia per affrontare queste giornate con il sorriso, l’entusiasmo e tanta passione.
Nel pomeriggio, prima di riprendere le attività con i pequeños, siamo andati a visitare alcuni bateyes. Si tratta di piccoli villaggi nati molti anni fa, quando numerosi haitiani emigravano nella Repubblica Dominicana per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero in condizioni durissime. Ancora oggi sono realtà molto povere, nelle quali NPH opera per sostenere le famiglie e aiutarle a rimanere unite, offrendo ai bambini supporto scolastico, psicologico e alimentare. Anche qui il gruppo si è immediatamente messo a giocare con i bambini che incuriositi si sono avvicinati a noi.
Ancora una volta abbiamo visto nascere sorrisi, complicità e momenti di condivisione che ci ricordano il vero senso di questa esperienza.

20 giugno
La mattinata è iniziata con una visita all’area dedicata alle coltivazioni agricole. Ad accompagnarci è stato Francisco che, da oltre vent’anni, si prende cura con amore e grandissima passione dei terreni di NPH. Qui vengono coltivati frutta e verdura che contribuiscono in modo significativo all’autosostentamento della casa. Sono presenti anche diversi animali che aiutano a soddisfare alcune delle necessità della comunità.
Abbiamo inoltre avuto l’occasione di assaggiare il cacao puro, coltivato da Francisco sia nei terreni esterni sia all’interno della struttura. Un’esperienza semplice ma speciale, che ci ha permesso di conoscere ancora più da vicino il lavoro e l’impegno che ogni giorno rendono possibile la vita della casa.
Successivamente abbiamo trascorso del tempo tra giochi, attività e pranzo insieme ai bambini.
Per alcuni ragazzi del gruppo la giornata è stata resa ancora più speciale dall’incontro con i propri bambini adottati. Prima della partenza avevano infatti attivato un’adozione a distanza e oggi hanno potuto finalmente conoscere i bambini che da tempo accompagnano con il loro sostegno. È sempre un momento carico di emozione: alcuni piccoli si mostrano timidi e riservati, altri corrono incontro ai loro nuovi padrini con entusiasmo e curiosità. Da quel momento nasce un legame che li rende inseparabili.
Nel primo pomeriggio siamo tornati nel batey situato nelle immediate vicinanze della casa NPH. Insieme abbiamo cercato di ripulire strade e abitazioni dalla grande quantità di rifiuti che le invade. Eppure, come spesso accade qui, anche un’attività impegnativa come questa si è trasformata in un’occasione di incontro, gioco e condivisione.
Il resto del pomeriggio è stato dedicato ai pequeños. Tra giochi, chiacchiere, abbracci e momenti di semplice quotidianità, continuiamo a costruire relazioni che, giorno dopo giorno, rendono questa esperienza sempre più ricca e significativa.

21 giugno
La giornata è iniziata con calma: i ragazzi si sono preparati e fatti belli per la messa. E’ sempre un momento bello da vivere, perché permette di vedere due mondi unirsi in un’unica grande famiglia, si riesce a percepire davvero la forza e la bellezza di ciò che NPH costruisce ogni giorno.
Al termine della celebrazione abbiamo pranzato tutti insieme nel parco, accompagnati da musica, balli e tanti momenti di allegria condivisa. Nel pomeriggio qualcuno ha partecipato alle lezioni di taekwondo tenute da Alex, un ex pequeño. Alcuni dei volontari hanno deciso di mettersi alla prova e unirsi agli esercizi.
Poi siamo stati colti da un vero e proprio acquazzone. In un primo momento ci siamo rifugiati in casa, aspettando che la pioggia diminuisse. Poi abbiamo deciso di uscire sotto la pioggia e dare vita a una grande partita di calcio, a piedi nudi nel fango. La semplicità di giornate come questa è un dono prezioso, per tutti noi.



22 giugno
Oggi è stato il primo giorno di lavoro e possiamo dire che è iniziato nel migliore dei modi.
Stiamo contribuendo agli ultimi lavori per la costruzione della casa di un ex pequeño e questa mattina ci siamo occupati della preparazione del cemento, poi utilizzato per realizzare il pavimento. Un’attività sicuramente impegnativa che ci ha messi alla prova fin dalle prime ore della giornata.
Sotto un sole cocente, i ragazzi si sono dimostrati all’altezza della situazione. Hanno affrontato il lavoro con entusiasmo e determinazione.
Dopo il pranzo ci siamo concessi un meritato momento di riposo, qualche ora per recuperare le energie e prepararci al resto della giornata.
Il pomeriggio è poi trascorso come spesso accade qui, lasciando spazio alle relazioni e alla condivisione. Tra partite, giochi, chiacchiere e abbracci, non sono mancati i grandi protagonisti di queste settimane: braccialetti, braccialetti e ancora braccialetti, insieme a treccine di ogni forma e colore. Attività semplici ed occasioni preziose per stare insieme, conoscersi meglio e costruire legami sempre più profondi con i pequeños.

23 giugno
Questa mattina abbiamo terminato la gettata di cemento che ha coperto l’ultima stanza della casa. È un traguardo importante che ci riempie di gioia e che è stato possibile raggiungere anche grazie alle donazioni e al sostegno che ci avete offerto. Per questo desideriamo esprimervi la nostra più sincera gratitudine, ogni vostro contributo ha aiutato a trasformare questo progetto in una realtà concreta. Nel pomeriggio, una partita di calcio contro una squadra locale ha fatto emergere tutta la competitività italiana!
Dopo aver recuperato un po’ di energie, qualcuno è andato a trascorrere l’ultima ora della giornata con i pequeños, mentre altri si sono sfidati a pallavolo.
La serata si è conclusa con un film proiettato all’aperto, da guardare insieme a tutti i bambini nel campo da basket.


24 giugno
Siamo appena rientrati da un pomeriggio di relax e da una piacevole serata trascorsa a Santo Domingo.
La mattinata è stata interamente dedicata al lavoro. Non più presso la casa del Pequeño, dove abbiamo concluso il nostro intervento, ma all’interno della Casa NPH, dove siamo stati impegnati nella realizzazione di nuove aule per la scuola NPH.
Questa scuola accoglie circa 400 bambini e ragazzi, quasi un centinaio provengono dalla Casa NPH, mentre gli altri arrivano dalle comunità più vulnerabili e dai batey del territorio.
Nel pomeriggio ci siamo concessi qualche ora di riposo, mentre in serata abbiamo raggiunto la capitale per condividere una cena tutti insieme.
Rientriamo da questa giornata con il cuore ancora più colmo di gratitudine e con la consapevolezza di essere diventati un gruppo sempre più unito. Uniti nella fatica, nel legame che si sta costruendo giorno dopo giorno, nella fratellanza, nell’amore, nella semplicità e nella condivisione.
Non citiamo queste parole a caso, sono infatti solo alcuni dei termini che i ragazzi hanno scelto questa sera quando abbiamo chiesto loro di descrivere, con una sola parola, che cosa sia stata e che cosa rappresenti per loro questa prima settimana di campus di volontariato con la Fondazione Francesca Rava.

25 giugno
Oggi abbiamo festeggiato tutti i bambini della casa NPH e dei batey circostanti che NPH sostiene ogni giorno attraverso il programma di adozione a distanza. Grazie a questo prezioso aiuto, alcuni dei bambini dei possono continuare a vivere con le proprie famiglie, ricevendo allo stesso tempo cure, assistenza e supporto da parte nostra.
Come accade alla fine di ogni mese,infatti, abbiamo dedicato una giornata speciale a tutti i festeggiati di giugno. La mattinata è trascorsa in piscina tra tuffi e giochi, fuori ma soprattutto dentro l’acqua.
A pranzo non poteva mancare il piatto preferito dei bambini: pollo e patatine fritte! E, naturalmente, dopo il pranzo sono arrivati la torta, il momento degli auguri e i regalini. La presenza dei vostri ragazzi ha contribuito a creare un’atmosfera ancora più speciale.
Rientrati nel primo pomeriggio, il tempo di una doccia e siamo tornati subito in giardino per continuare a giocare con tutti i pequenos rimasti a casa.
Oggi, poi, ho parlato con Susanna, ex pequeña e oggi moglie di Kieran, direttore della casa NPH. Mi ha raccontato che ogni volta che arrivano i gruppi di volontari italiani, i pequeños si emozionano tantissimo e rimangono entusiasti per tutta la nostra permanenza, come non accade con nessun altro gruppo.
È una conferma di ciò che vediamo da anni: i nostri volontari sanno creare un legame speciale con i bambini e i ragazzi di NPH.
Per questo siamo molto orgogliosi di loro e ci tenevamo a condividere con voi queste parole, perché possiate esserlo anche voi.


26 giugno
Eccoci alla fine di questa giornata, che ha segnato l’ultimo giorno di “duro” lavoro.
La mattinata è trascorsa trasportando secchi, e ancora secchi, di sabbia e terriccio, indispensabili per portare avanti la costruzione delle ultime aule del nuovo edificio scolastico. La fatica non è mancata, ma sapere di contribuire concretamente a un progetto così importante ha reso tutto più leggero.
Nel pomeriggio, invece, il tempo è letteralmente volato insieme ai pequeños, tra giochi, sorrisi e gli ultimi momenti da condividere prima della partenza.
Dopo cena abbiamo ricevuto la visita di Kieran, il direttore della Casa, che ci ha raccontato la storia di questa meravigliosa realtà. La struttura è nata nel 2004 da un progetto di un architetto italiano che, ancora oggi, è profondamente legato alla Fondazione e continua a sostenerne la missione.
Prima di salutarci, ci ha lasciato un pensiero che ci ha colpiti molto. Ci ha detto che ciascuno dei vostri figli, e anche voi famiglie, siete dei veri e propri “ambasciatori” di questa realtà. Attraverso l’entusiasmo con cui vivete questa esperienza e i racconti che porterete a casa, contribuite infatti a far conoscere un’opera che ogni giorno accoglie e sostiene oltre 600 bambini nella sola Repubblica Dominicana.
Sono parole che ci hanno riempito di orgoglio e che ci ricordano quanto anche un piccolo gesto, un viaggio o una testimonianza possano diventare l’inizio di qualcosa di molto più grande.

28 giugno
Il fine settimana lo abbiamo trascorso interamente in casa con i pequeños, scegliendo di rallentare un po’ i ritmi e permettere a tutti di recuperare le energie dopo i giorni intensi vissuti insieme.
La domenica è iniziata con una partita di calcio per i ragazzi, mentre le ragazze hanno dedicato la mattinata ai bambini più piccoli. Chi ne ha avuto la possibilità ha anche dato una mano ai pequeños nei lavori di pulizia del giardino, condividendo con loro anche i gesti più semplici della quotidianità.
In mattinata, insieme a Carlotta, abbiamo inoltre raccolto qualche breve intervista ai vostri figli, chiedendo loro di raccontare le emozioni e le impressioni che stanno vivendo in questa esperienza.
A pranzo ci siamo ritrovati tutti insieme e poi ci siamo divisi nelle varie casette. C’è chi ha mangiato con i più piccoli, continuando il pomeriggio tra giochi e sorrisi; chi ha trascorso il tempo con le bambine, tra chiacchiere e trecce; e chi, invece, ha condiviso il pranzo con i ragazzi più grandi, concludendo il tutto con qualche ballo improvvisato.

29 giugno
Un’ultima cena davvero speciale, resa ancora più bella da Victoria e Rosa, che hanno deciso di preparare per tutti un ottimo sugo e una pasta deliziosa. Un gesto semplice, ma capace di rendere felici tutti e di regalare il finale perfetto a questa splendida giornata.
Fin dal primo giorno i nostri giovani volontari si sono messi in gioco con entusiasmo, dando sempre il massimo. Hanno costruito un gruppo unito, capace di sostenersi a vicenda in ogni momento, e sono stati amatissimi dai pequeños. Camminando per le strade si sentono riecheggiare i loro nomi ovunque: bambini e ragazzi li conoscono tutti. E vi assicuriamo che non è affatto una cosa scontata.
La mattinata è stata dedicata al lavoro e, nonostante la stanchezza accumulata, nel pomeriggio ci siamo concessi qualche ora in spiaggia. Un momento di festa, leggerezza e spensieratezza che si erano davvero meritati, vissuto tra sorrisi, giochi e tanta voglia di stare insieme.
Domani arriverà il momento dei saluti, ma per ora preferiamo non pensarci e goderci fino in fondo queste ultime preziose ore insieme.

