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Luglio 2026, terzo Campus solidale nella Casa NPH in Repubblica Dominicana

Il terzo gruppo di giovani volontari ha raggiunto la Casa NPH in Repubblica Dominicana, dove vivranno settimane di servizio, condivisione e incontro accanto ai bambini e ai ragazzi accolti nella Casa.

Accompagnati dalle tutor della Fondazione, Dora e Costanza, i partecipanti stanno vivendo un’intensa esperienza di servizio, condivisione e crescita personale, immergendosi nella quotidianità della Casa e costruendo relazioni autentiche con i bambini e i ragazzi accolti.

Le giornate si dividono tra il lavoro a supporto della Casa e i momenti trascorsi insieme ai bambini, tra giochi, attività ricreative e occasioni di incontro che favoriscono la nascita di legami fatti di ascolto, fiducia e affetto.

Nel corso della permanenza, il gruppo avrà inoltre l’opportunità di conoscere da vicino le comunità sostenute dai programmi NPH al di fuori della Casa e di accompagnare i bambini in alcune uscite organizzate per loro. Un’esperienza che, ancora una volta, dimostra come il volontariato sia un percorso di crescita reciproca, capace di lasciare un’impronta profonda in chi dona il proprio tempo e in chi viene incontrato lungo il cammino.

Ecco il loro diario di bordo:

17 luglio

Il nostro primo giorno ci ha permesso di entrare nel cuore della Casa Santa Ana. Guidati da Chapo abbiamo visitato tutta la struttura: le casette dei pequenos, Casa San Marcos, la cucina, la clinica e gli altri spazi che ogni giorno accolgono e accompagnano la vita dei bambini e dei ragazzi. Nel pomeriggio sono arrivati i primi momenti di gioco e condivisione, i primi abbracci con i pequenos e tanti sorrisi che ci hanno fatto sentire subito a casa.

18 luglio

Siamo partiti per Monte Plata per visitare la Casa Niños de Dios. Riconoscendo l’ottimo lavoro svolto in questi anni da NPH, il Governo della Repubblica Dominicana ha affidato all’organizzazione, nel 2017, la gestione di questo hogar de paso, una struttura statale che accoglie bambini in temporanea difficoltà, in attesa che il Tribunale decida la loro collocazione definitiva. La casa si trova in una splendida area agricola, circondata da coltivazioni di cacao, canna da zucchero, riso, frutta e verdura, con la presenza anche di animali come maiali, mucche e galline. Attualmente ospita dieci bambini che ricevono cure, attenzioni e soprattutto una nuova speranza di vita, nel pieno dello spirito con cui padre William Wasson fondò NPH: offrire ai più piccoli amore incondizionato e un futuro migliore.

Durante la mattinata abbiamo lavorato insieme alla costruzione di una stradina di collegamento tra la strada principale e la scuola e abbiamo ripulito i campi circostanti dalle pietre. I ragazzi hanno dimostrato grande spirito di collaborazione, disponibilità e fratellanza. Non sono mancati i momenti di gioco con i bambini, che hanno accolto con entusiasmo i doni portati dall’Italia. Dopo il pranzo siamo rientrati a Santa Ana, dove abbiamo trascorso il pomeriggio insieme ai nostri pequenos, continuando a conoscerli e a condividere con loro momenti semplici ma preziosi.

 

19 luglio

Anche oggi è stata una giornata ricca di emozioni. Alle 11 abbiamo partecipato alla Santa Messa insieme a tutti i pequenos. Canti, sorrisi, allegria e tanta condivisione hanno reso questa celebrazione un momento davvero intenso e sentito da tutta la comunità.

La musica, immancabile, ha accompagnato il pranzo nel parco, è stato impossibile resistere al ritmo: tra balli e risate, grandi e piccoli si sono lasciati coinvolgere in danze sfrenate!

La giornata si è conclusa con un incontro davvero speciale. Un ex pequeno di Santa Ana, ci ha raccontato la sua storia, condividendo il suo percorso di crescita e di riscatto. Oggi ha 26 anni ed è la testimonianza concreta di come l’amore, l’educazione e le opportunità offerte da NPH possano aiutare questi ragazzi a costruire il proprio futuro, diventando adulti responsabili e indipendenti.

Per concludere in perfetto stile dominicano, ci ha anche insegnato qualche passo di bachata, coinvolgendo tutti con entusiasmo.

 

20 luglio

E’ stata una giornata piena e ricca di emozioni!

Questa mattina, un piccolo gruppetto di noi ha iniziato la giornata con il rito del buongiorno a Casa San Marcos, un momento semplice ma profondamente significativo.
Casa San Marcos è la casa dedicata ai bambini con disabilità (special needs), è un progetto interamente italiano, realizzato dalla Fondazione Francesca Rava in collaborazione con la Fondazione Marco Simoncelli. A Casa San Marcos vengono ospitati i nostri bimbi disabili a cui sono assicurate cure, attività e infinito amore e disponibilità.
È stato un momento commovente che porteremo a lungo nel cuore.

Successivamente ci siamo divisi in due gruppi: il primo gruppo si è recato nel Batey vicino a Casa Sant’Ana, dove abbiamo dipinto i muri della casa di Luis, un ragazzo che quest’anno ha concluso il suo percorso a NPH. Ormai adulto, è pronto a iniziare una nuova fase della sua vita, vivendo in autonomia. È stato un lavoro impegnativo, ma anche molto divertente.

Il secondo gruppo, invece, ha dato una mano nella preparazione dei pasti che vengono cucinati nella nostra cucina e poi distribuiti alle persone più bisognose che vivono al di fuori della nostra casa.

Dopo il pranzo a Casa Sant’Ana, abbiamo trascorso il pomeriggio insieme ai nostri pequeños. Tra una partita di pallavolo, giochi e attività in piccoli gruppi, il tempo è volato, regalandoci tanti sorrisi e momenti di condivisione.

L’indomani abbiamo invertito i gruppi di lavoro e i ragazzi si sono impegnati con grande sforzo e dedizione ai loro compiti. La sera, poi, ci siamo rilassati con una bella cena a base di paella sulla sabbia!

 

22 luglio

Questa mattina abbiamo visitato il Batey Olivares. I Batey sono insediamenti rurali che nascono vicino alle piantagioni di canne da zucchero, che abbiamo successivamente visitato. In questo Batey vivono alcuni pequeños con le loro famiglie. Queste ci hanno permesso di conoscere la realtà da cui provengono: una realtà spesso di estrema povertà e sofferenza. Ci è stato spiegato il duro lavoro delle persone che lavorano nelle piantagioni di canne da zucchero e che abitano in questi insediamenti. Molti di loro sono haitiani che vengono in Repubblica Dominicana nella speranza di guadagnare qualche soldo da mandare a casa. Ci hanno raccontatno che per raccogliere una tonnellata di canna da zucchero ci vuole circa 1 settimana di lavoro e ricevono in media circa 250-280 pesos dominicani a tonnellata, pari a circa 4-5 dollari USA per tonnellata tagliata e caricata.

Abbiamo donato giochi e vestiti ai bambini di queste famiglie e condiviso dei momenti che rimarranno impressi in noi per sempre. La bellezza di poter entrare nella quotidianità di queste persone che NPH sostiene e sopratutto poterci condividere del tempo, chiacchierando e scoprendo le storie personali di ciascuno è un dono prezioso che ci ci arricchisce enormemente e ci lascia un segno nel cuore.

Nel pomeriggio, tornati a Casa, alcuni di noi hanno partecipato alla messa del mercoledì dedicata ai bambini, e poi abbiamo giocato nel parco. Abbiamo organizzato una partita a pallavolo Italia contro Repubblica Domenicana, finita 1 a 1: direi che possiamo andare a dormire soddisfatti!

 

23 luglio

Questa mattina, dopo una ricca colazione, ci siamo preparati per andare al mare. Con noi sono venuti i ragazzi delle case San Antonio e San Mattia. E’ stata una mattinata fatta di tanti giochi in mare, condivisone con i ragazzi e meritato relax.

Nel pomeriggio, tornati dalla spiaggia, abbiamo giocato con tutti i bambini di Casa sant’Ana. C’è chi ha preso parte a partite di pallavolo, basket e calcio mentre altri hanno preferito immergersi in colori, braccialetti e treccine. Una bellissima giornata!

 

24 luglio

Anche oggi è stata una giornata ricca di attività e di lavoro! La mattina ci siamo divisi in due gruppi: il primo si è dedicato al lavoro in cucina, preparando i pasti da distribuire nei batey vicini a Casa Sant’Ana e organizzando la distribuzione degli alimenti destinati alle famiglie beneficiarie. Questi prodotti saranno utilizzati durante il weekend per preparare i pranzi che le famiglie cucineranno direttamente nelle loro case. Ogni scatola conteneva olio, fagioli, riso, cannella, chiodi di garofano e pane.

Il secondo gruppo è rimasto a casa Sant’Ana e si è recato nel conuco (l’orto della casa Sant’Ana) dove Padre Francisco ci ha illustrato il lavoro quotidiano da fare e ci ha fatto vedere tutte le piantagioni. Queste ospitano più di 70 varietà di frutta e verdura che sono coltivate per essere cucinate e usate per la nutrizione di tutti i pequeños, come ad esempio il frutto della passione, il tamarindo, il mango, la banana, il platano e il cacao. Una bellissimo viaggio tra le varietà alimentari di questa terra.

Terminate queste attività ci siamo ritrovati tutti nel parco per condividere tutti insieme il pranzo a base di riso, fagioli, carne e verdure!

Dopo pranzo, siamo andati al parco a giocare e condividere dei momenti speciali con i pequeños. I ragazzi sono scesi in campo per disputare l’ormai quotidiana partita di calcio, questa volta eccezionalmente italiani e Dominicani misti!

Sono giornate lunghe, intense e ricche di emozioni. Si stanno creando legami di amicizia sempre più forti tra noi volontari e i ragazzi accolti nella Casa che si trasformeranno in ricordi preziosi da portare con noi anche una volta tornati a casa.

 

25 luglio

Questa mattina abbiamo lavorato per sgomberare e ripulire la falegnameria, dentro casa sant’Ana. In questo spazio vengono realizzati piccoli mobili e riparazioni. Inoltre, sono impartiti dei workshop per insegnare un lavoro ai pequeños più grandi, che stanno per finire la scuola e si affacceranno presto al mondo lavorativo. Finito il nostro lavoro in falegnameria, abbiamo ripulito da resti di legno e cartacce alcune aree all’aperto.

Nel pomeriggio siamo andati a fare la spesa per comprare gli ingredienti che ci serviranno lunedì sera per cucinare hot dogs e pop corn per tutti i bambini della Casa.

La giornata si è conclusa con giochi e sport nel parco.

26 luglio

Oggi è domenica perciò la nostra giornata è iniziata partecipando alla messa, animata dalla musica e dai canti dei ragazzi della Casa.

Finita la messa, ci siamo divisi per andare a pranzare nelle case dei bambini.

Nel pomeriggio, siamo usciti per andare al Batey Nuevo, che si trova appena fuori  dalla Casa. Qui abbiamo incontrato e giocato con i bambini che vi abitano e che frequentano, durante l’anno, la scuola dentro Casa Sant’Ana. E’ stata un’esperienza molto arricchente, che ci ha permesso di conoscere più da vicino la realtà quotidiana di questa comunità e di comprendere meglio le condizioni in cui vivono molte delle famiglie che NPH sostiene. Toccare con mano il contesto in cui opera NPH ci ha fatto ancora una volta capire quanto sia importante e concreto l’impatto che ha sulla vita di queste persone.

Una volta rientrati, abbiamo passato il resto del pomeriggio con i pequeños.

27 luglio

Oggi è l’ultimo giorno intero che passeremo qui nella Casa perciò ci siamo impegnati per preparare una piccola festa di saluto. Infatti, mentre una parte del gruppo ha partecipato alla preparazione e distribuzione dei pasti per i le famiglie beneficiare al di fuori della casa,  tutti gli altri hanno preparato il cibo per la festa con i pequeños che organizzeremo per pranzo. Abbiamo cucinato ben 400 hot dogs e una montagna di pop corn! E’ stato un bellissimo momento di allegria, condivisone, chiacchiere e tanto divertimento. Una festa che, siamo sicuri, rimarrà un ricordo indelebile nel nostro cuore.

Il pomeriggio è volato tra partite a calcio, basket e pallavolo, giochi con i gessetti, perline, colori e tante chiacchiere!

Domani mattina sarà invece il momento di preparare i bagagli, sistemare le camere e dare gli ultimi saluti ai pequeños. Sono state settimane intense, durante le quali abbiamo scoperto una cultura e una realtà molto diverse dalla nostra, ci siamo messi alla prova in nuove esperienze e abbiamo creato legami unici con il gruppo, con i bambini e con tutte le persone che ogni giorno si prendono cura della Casa.

Ora è arrivato il momento di tornare a casa: con tanta stanchezza, moltissime storie da raccontare e un bagaglio di esperienze sicuramente più ricco e prezioso. Grazie RD!