Isabella, campus in Guatemala

Durante il nostro Campus in Guatemala ci siamo sporcati le mani. Abbiamo pulito canali, scartavetrato e dato nuovo colore a inferiate e panchine della clinica, aiutato in cucina a preparare i pasti per tante persone. Poi è arrivato un altro modo di costruire. Nella casa degli special needs abbiamo disegnato, colorato, cantato e ballato insieme. E lì abbiamo capito che il lavoro non è solo quello che lascia il segno su un muro. Alla fine, l’opera più bella non è stata quella dipinta sulle pareti della clinica di NPH, ma quella nata nelle relazioni che abbiamo costruito, perché l’arte, forse è lasciare un po’ di colore su un muro, ma soprattutto nel cuore di qualcuno.

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